L’Unione Europea richiede l’IPv6

Maggio 28, 2008

 

Nonostante giorno dopo giorno stia diminuendo in maniera vertiginosa il numero di indirizzi numerici univoci per la Rete, in pochi sembrano essere seriamente impensieriti dalla fine ormai imminente del protocollo IPv4. Per risvegliare un poco le acque, e stimolare l’adozione del nuovo standard IPv6, nel corso degli ultimi mesi alcuni operatori hanno provato a riportare l’attenzione sul problema degli indirizzi IP in via di esaurimento. Grandi trust del Web, come Google, hanno annunciato il lancio di piattaforme sperimentali basate sull’ancora poco diffuso protocollo IPv6, ma senza sortire al momento particolare attenzione da parte dell’articolato mondo che orbita intorno alla Rete. Ora, però, qualcosa potrebbe cambiare.

La crescente richiesta di indirizzi IP, e la prospettiva di un loro rapido esaurimento, ha spinto la Commissione Europea a chiedere ufficialmente maggiore attenzioneda parte delle istituzioni e degli operatori nelle telecomunicazioni del vecchio continente sul delicato passaggio dal protocollo IPv4 al nuovo e più performante IPv6. «La crescente domanda di servizi internet fa sì che, in mancanza di provvedimenti adeguati, il numero di indirizzi internet disponibili potrebbe presto risultare insufficiente. Incoraggiando gli utilizzatori di internet e i fornitori d’accesso ad adottare il protocollo internet più recente (IP versione 6, o IPv6), lo spazio di indirizzamento aumenterà considerevolmente, analogamente a quanto avvenuto nel secolo scorso con l’allungamento dei numeri telefonici». Una presa di posizione molto forte, che dimostra ancora una volta l’interesse e la fiducia dell’istituzione europea nel Web per la crescita, economica e culturale, dell’Unione.

Nel suo comunicato, la Commissione Europea fissa inoltre un ambizioso obiettivo che, se osservato, potrebbe portare il vecchio continente ad essere all’avanguardia nell’utilizzo del nuovo protocollo: «L’obiettivo fissato oggi dalla Commissione europea consiste nel fare in modo che, entro il 2010, il 25% delle imprese, delle amministrazioni pubbliche e dei nuclei familiari dell’UE utilizzi l’IPv6. Essa invita inoltre ad un’azione concertata a livello europeo affinché tutti gli attori siano pronti ad affrontare il cambiamento in modo tempestivo ed efficiente. In tal modo i consumatori non dovranno sostenere costi aggiuntivi e le imprese europee innovative beneficeranno di un vantaggio concorrenziale».

L’invito lanciato dalla Commissione Europea non interessa, naturalmente, solamente gli organi di Bruxelles, ma anche i 27 stati membri dell’Unione, che si dovranno adoperare per raggiungere gli obiettivi fissati dall’istituzione comunitaria. Il passaggio al nuovo standard non sarà comunque semplice e richiederà numerosi investimenti, vedendo in prima linea i principali ISP d’Europa. Durante gli scorsi anni, la UE aveva già elaborato un piano preliminare per la migrazione da IPv4 a IPv6, investendo un centinaio di milioni di Euro in ricerche per il nuovo standard. I tempi per l’arrivo del nuovo protocollo sembrano essere dunque maturi, anche se per la sua completa messa in opera occorrerà ancora attendere almeno un paio di anni.

 

Nuovo servizio

Maggio 16, 2008

WebCreazioni sta lavorando ad un nuovo progetto, vi chiederete di che si tratta? Bene, e’ un servizio di blogging assolutamente gratuito, messo a disposizione di chiunque voglia creare il proprio weblog sulla grande rete.

Sara’ facile, veloce e soprattutto come detto prima assolutamente gratis! Questo messaggio e’ solo per iniziare ad avvertire i nostri utenti, visitatori e clienti, che a breve, pensiamo fine maggio, inizio aprile il servizio verra’ lanciato e messo a disposizione di tutti.

Per il momento e’ tutto, molto presto vi faremo sapere delle novita’ in merito a questo nuovo e divertente servizio che abbiamo pensato per voi.

Google, IBM e il cloud computing

Maggio 12, 2008

Mentre Microsoft e Yahoo! proseguiranno le proprie attività su Web da concorrenti, Google e IBM hanno deciso di unire le forze per creare nuovi servizi online e nuovi modelli di business. La tecnologia su cui lavoreranno le due partner sarà quella cloud computing, che permette di fornire servizi online d’ogni tipo attraverso reti di risorse distribuite.

Nel corso del prossimo anno IBM e Google realizzeranno una cloud, ossia una rete globale di server, attraverso la quale fornire a utenti individuali e aziende una vasta gamma di servizi, dalla pubblicazione real-time dei risultati sportivi ad applicazioni web-based per l’ingegneria. Il network poggerà su di una piattaforma open source al cui cuore vi sarà Linux, il software di virtualizzazione Xen e Apache Hadoop, l’implementazione open source del Google File System.

Google ha già adottato il modello del cloud computing per offrire agli utenti consumer i suoi molti e famosi servizi online, come webmail e storage. Secondo Eric Schmidt, CEO di Google, non c’è molta differenza tra una cloud indirizzata agli utenti consumer ed una pensata per le aziende.

Tra i servizi di classe enterprise più recenti introdotti da Google c’è Web Security for Enterprise, un’applicazione web-hosted che abbraccia la tecnologia ereditata dall’acquisizione di Postini. Il nuovo servizio protegge i server delle medie e grandi aziende da tutte le principali categorie di malware. 

Il cloud computing rappresenta un nuovo approccio alle infrastrutture in cui grandi insiemi di sistemi sono collegati tra loro per fornire servizi IT. L’esigenza di tali ambienti è sempre più sentita per la crescita esponenziale delle apparecchiature connesse in rete e dei processi di streaming di dati in tempo reale, e anche per la diffusione di architetture e applicazioni Web 2.0 orientate al servizio per progetti di collaborazione e ricerca, social networking. I progressi nelle prestazioni dei componenti digitali hanno provocato un enorme aumento della portata degli ambienti IT, e di conseguenza è nata l’esigenza di poterli gestire uniformemente in un’unica “nuvola” (cloud).

 

L’iPhone arriva in Italia

Maggio 6, 2008

L’accordo preannunciato le scorse settimane è stato ora formalmente confermato da Telecom Italia: l’intesa con Apple consentirà all’operatore italiano di portare iPhone nel Belpaese. Anche Vodafone ha firmato con Apple.

iphoneL’iPhone di cui si parla è un dispositivo capace di sfruttare la connettività mobile di terza generazione, una delle novità del melafonino ritenuta essenziale per ottenere pieno successo sul mercato italiano, dove il 3G è ampiamente diffuso.

Il telefonino Apple-Telecom verrà distribuito in versioni da 8 e 16 gigabyte e potrebbe avere un form factor leggermente diverso rispetto all’iPhone primigenio. Rotte del tutto simili dovrebbe seguire l’intesa Apple-Vodafone.

Per il mercato italiano, dunque, a differenza di quanto accaduto altrove, non c’è una vera e propria esclusiva, ma due distinti accordi stipulati con due operatori mobili. Che lo hanno ufficializzato con comunicati all’insegna dell’understatement e senza fornire alcun tipo di dettaglio sull’introduzione dell’iPhone.

Succinto l’annuncio di Vodafone Group, che informa del lancio, “entro l’anno”, dell’apparecchio in 10 mercati (oltre all’Italia, l’azienda lo venderà in Australia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, India, Portogallo, Nuova Zelanda, Sud Africa e Turchia). In questi mercati - si legge nella nota - gli utenti “potranno acquistare l’iPhone per utilizzarlo sulla rete Vodafone”. Addirittura scarno l’annuncio dell’incumbent italiano, che recita lapidario: “Telecom Italia annuncia oggi di aver siglato l’accordo con Apple per portare l’iPhone in Italia entro l’anno”.

Probabilmente in occasione dell’Apple Worldwide Developers Conference, che si terrà a San Francisco dal 9 al 13 giugno, sarà presentata l’attesissima versione 3G dell’iPhone. Telecom Italia e Vodafone hanno mantenuto la bocca cucita in merito a qualsiasi ulteriore dettaglio, pertanto non è ancora possibile avere certezze. Molti parlano di giugno ma solo se la commercializzazione avvenisse dopo l’estate, i tempi potrebbero essere compatibili per il nuovo modello: Apple, che ne ha recentemente commissionato la produzione a Foxconn, al momento del lancio dovrà disporre di uno stock considerevole di melafonini da consegnare agli operatori.

 

Adobe rilancia Flash come piattaforma aperta

Maggio 5, 2008

FlashAdobe tenterà di portare la sua tecnologia Flash su televisioni, personal computer, dispositivi mobile, allargando il numero di dispositivi supportati e rendendo Air uno standard per la creazione e distribuzione di contenuti multimediali per l’intrattenimento (set-top box), computing (pc) e communications devices (telefonia mobile). 

Grazie all’ Open Screen Project, supportato dai grandissimi dell’Ict (per citare solo alcuni nomi: Cisco, Intel, Lg, Motorola, Nokia, Samsung, Sony Ericsson, Verizon) e da fornitori di contenuti come Bbc, MTv Networks e Nbc Universal, verranno introdotte significative novità, tra cui la rimozione delle restrizioni d’uso e dei costi delle licenze sui formati Swf w Flv/F4v, che consentiranno agli sviluppatori independenti di implementare le loro versioni del Flash player per i desktop e per i vari apparecchi mobili. 

La strategia di Adobe, studiata per contrastare Microsoft, che ha già conquistato una sua fetta di mercato con Silverlight, ricorda l’esperienza di Sun Microsystems per far diventare popolare Java, recentemente reso completamente open source: il Flash Player diverrà grauito per ogni genere di dispositivo e presto le specifiche complete dell’implementazione saranno rilasciate senza alcuna restrizione.

Apple e le primissime visioni via web

Maggio 4, 2008

 

Dal quartier generale di Cupertino, in California, la società di Steve Jobs ha annunciato giovedì l’intesa raggiunta con le principali major cinematografiche per la distribuzione di film di primissima visione (relativamente al mercato home video, e quindi con qualche mese di ritardo rispetto all’uscita nelle sale) in contemporanea con la loro pubblicazione in dvd. La novità, per ora, riguarda il solo mercato statunitense, dove da questa settimana è possibile acquistare pellicole come «Juno», «American Gangster» o «Io sono leggenda» al prezzo di 14 dollari e 99 centesimi. Solo cinque dollari in più rispetto ai film del catalogo di iTunes, che comprende film anche recenti ma non nuovissimi. E circa la metà rispetto al prezzo di vendita dei normali dvd. L’idea di Apple è di garantire ai propri utenti un’offerta paragonabile a quella di Blockbuster o Netflix, che ad oggi si contendono il mercato statunitense del noleggio. Nel negozio virtuale della società della mela morsicata, sarà possibile scegliere tra i film distribuiti da Warner, 20th Century Fox, Walt Disney, Paramount, Universal, Sony Pictures Entertainment, Lionsgate, Image Entertainment e First Look.

iTunes StoreUna volta scaricati, i film potranno essere guardati sui dispositivi iPod Touch e iPhone (il lettore multimediale portatile e il videofonino di Apple), ma anche sugli schermi dei computer Mac e Windows, e perfino sul televisore di casa, grazie al dispositivo Apple Tv. Le quotazioni di Apple sono salite di più del 3% dopo l’annuncio delle nuove partnership, anche perché si scommette su una crescita parallela delle vendite dell’hardware, un settore dove la compagnia sa muoversi bene, con prodotti che forse non sono sempre i più concorrenziali ma che, all’insegna dello storico slogan «Think different», riescono sempre a conquistare ampie fette del mercato. Ma non saranno solo i dispositivi tecnologici a beneficiarne: lo stesso iTunes store, che già oggi deve fare i conti con numerosi concorrenti nel settore del download legale di musica e file video, finirebbe col vedere incrementato il proprio business. Negli Usa, secondo quanto riporta Reuters, i film acquistati via web rappresentano l’1,2% di un giro d’affari dell’industria del cinema stimato in 36 miliardi di dollari nel 2007; grazie alla spinta che l’iniziativa di Apple potrebbe dare, ci si aspetta che la crescita di questo settore possa arrivare fino al 4,2% di un mercato che entro la fine del 2009 dovrebbe raggiungere il tetto dei 40 miliardi di dollari. I principali competitors sembrano fare quanto meno buon viso a cattivo gioco. E si dicono pronti a raccogliere la sfida.

 

WebCreazioni Online

Maggio 3, 2008

Benvenuti su WebCreazioni.net!
Con questo post annunciamo che il sito web di WebCreazioni e’ ufficialmente online, ci sono alcuni dettagli da definire per far si che il sito sia operativo al 100%, ma per quello che riguarda la grafica ed una buona parte dei contenuti, abbiamo fatto un duro lavoro che ci ha portato a questo risultato.

Come e’ possibile vedere vi e’ la pagina per il supporto tecnico che contiene i nostri contatti e la possibilita’ di parlare in modo istantaneo con un nostro operatore qualora fosse online oppure inviarci un messaggio al quale risponderemo entro brevissimo tempo.

Nel menu’ e’ possibile trovare il modulo da compilare per richiedere un preventivo in modo assolutamente gratuito, quindi nel caso abbiate bisogno non esitate a contattarci.

L’elenco di tutti i nostri servizi e’ disponibile appunto nella pagina Servizi, al momento ancora da ultimare ma per grandi linee potete trovarci utili informazioni su tutto quello che forniamo ai nostri clienti.

Vi salutiamo, e vi ricordiamo che siamo a vostra disposizione per qualsiasi tipo di chiarimento.

WebCreazioni.net Staff.